Qualche giorno fa, accompagnando a Senigallia alcuni studenti francesi in Erasmus, ospiti dell’Istituto che dirigo, ho assistito e partecipato a un momento intenso e significativo di rispetto e solidarietà. Nel percorso verso il centro della città, seduto in una panchina, in silenzio ho notato la presenza di un clochard che sorrideva ai passanti con la dignità che si pratica quando si è rispettoso degli altri e non li si vuole disturbare, anzi magari solo salutare. L’immagine, che Monet avrebbe rappresentata e impressionata con i suoi splendidi colori, a un certo punto si è fermata, con l’arrivo di un uomo di colore; anch’egli sorridendo si è avvicinato al clochard donandogli qualche moneta. Una scena, a mio avviso, bellissima e densa di significato: la solidarietà è propria degli umili che la conoscono e la praticano con il sorriso. Il miracolo si è illuminato ulteriormente quando tutti gli studenti e gli accompagnatori si sono avvicinati all’uomo donandogli una moneta. Ero l’ultimo della fila e quando anche io mi sono avvicinato il clochard mi ha mostrato la mano piena di monete e dagli occhi spuntava anche qualche lacrima di felicità. Ho voluto ricordare questa scena perché può essere un invito a riflettere in questi momenti, in cui, quanti hanno bisogno, vengono allontanati perché, a parere forse ad arte diffuso, tolgono benessere, lavoro e dunque non possono anteporsi agli altri.
Un mondo diverso invece è quello dell’accoglienza e del rispetto, nel quale anche i clochard possano ridere o piangere di felicità per sentirsi accettati.

Il preside Giancarlo Marcelli

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