09Tempo fa, alcuni studenti dell’Istituto Superiore Merloni Miliani di Fabriano, si sono recati a Pisa per
visitare il laboratorio Ego. Il laboratorio è gestito da un consorzio costituito nel 2002, fra Italia e Francia e
più aziende con lo scopo di gestire i dati di Virgo, un interferometro che dopo alcune evoluzioni é divenuto
"Advanced Virgo". Qual è la sua funzione? Per rispondere a questa domanda bisogna andare indietro, fino
ad arrivare alle teorie di Einstein. Lo scienziato immaginava lo spazio su 3 assi e dunque, che l’universo
fosse immerso in un tappeto spazio-temporale, incurvato dalle grandi masse. Venne introdotta così la teoria
delle onde gravitazionali, generate dall’accelerazione di grandi masse come il sole (1916). L’unico modo per
rilevare le onde, è osservare l’universo stesso, ma esse come interagiscono con la materia ? Lo spazio si
comporta nello stesso modo di un palloncino che, se compresso da un lato si restringe, e dall’altro, si allarga.
Virgo è in grado di misurare queste onde che raggiungono variazioni di lunghezza dell’ordine di 10 alla -18.
Per dimostrare il fenomeno e quindi osservarlo, l’uomo si è servito della luce, poiché essa ha velocità sempre
costante. Si spara un laser di 100 watt verso uno specchio inclinato che divide il fascio in 2 parti, le quali
proseguono in altrettanti tunnel lunghi 3 kilometri ciascuno, perfettamente uguali, posti uno a nord e l’altro a
ovest. I due segnali viaggiano lungo il percorso obbligato e tornando indietro, se riflessi
contemporaneamente, il valore massimo di uno coincide con il minimo dell’altro. Quando questo non
avviene si captano le onde. Il metodo é stato definito rivelazione in frangia scura. Lo scopo é quindi misurare
costantemente e raccogliere i dati dei due fasci laser che, in alcune frazioni di secondo, si illumineranno sui
grafici dei rilevatori, definendo l’onda gravitazionale. Nel 1998 iniziò questo ambizioso progetto del
laboratorio che però fino al 2011non fu mai in grado di osservare il passaggio di un onda. Virgo doveva
essere aggiornato e messo all’avanguardia per captare segnali di un più avanzato range di onde. Ora
finalmente é “Advanced Virgo”, inaugurato nel 2015, un apparato di 2°a generazione che si svilupperà presto
in uno di terza generazione. Durante il periodo di manutenzione del laboratorio Italiano, quelli statunitensi
captarono la prima onda gravitazionale in assoluto. La prima rilevata in maniera incrociata dai 3 laboratori,
rispettivamente quello italiano e gli altri 2 americani, è di questa estate e risale precisamente al 13 agosto.
Questo ha permesso di individuare e cerchiare l’area ristretta da dove proviene il segnale e quindi il
fenomeno all’interno dello spazio. Fenomeno che sarebbe per lo più la fusione di due enormi masse o buchi
neri, che come nell’ultimo circostanza erano pari a 30 volte la grandezza del sole. È stato assegnato il premio
Nobel agli americani che hanno scoperto questo processo, poiché rappresentano una nuova metodologia per
l’osservazione dell’universo. Dopo 100 anni, possiamo dunque dare conferma riguardo la teoria della
relatività di Einstein, che è stato il primo in grado di immaginare lo spazio con questa conformazione. Al di
là delle scoperte materiali, tutto questo aiuta l’ uomo e ne allarga le conoscenze, tanto che fino a qualche
anno fa si stentava a credere all’esistenza dei buchi neri. Queste fusioni che danno vita alle cosiddette onde,
generano spostamenti dello spazio ma, al contrario di come si potrebbe pensare, non sono così catastrofiche,
ma sono solo un effetto dell’ambiente in cui viviamo. L’effetto della esplosione sarà sempre abbastanza
contenuto, fin a quando resterà nella nostra galassia o in quelle vicine; il vero problema esisterebbe se il
fenomeno della fusione si verificasse con il sole.

Alessandro Donnini V Inf

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