FLYBOARD

Il flyboard è il nuovo sport che sta impazzando tra i giovani  e gli intrepidi che vogliono provare il brivido di volare. Nato in Francia nel 2012, grazie alla mente brillante di Franky Zapata, questa sorta di macchina è veramente in grado di far librare in aria un uomo grazie all’acqua. O meglio come funziona questo strano marchingegno ? l’ideatore, grazie alla sua esperienza nel campo del jet ski, è riuscito a creare una tavola da cui ne deriva il nome, in grado di far letteralmente alzare in volo chi gli è sopra. La base è fissata a degli speciali boots da indossare ai piedi, mentre nelle mani  si hanno i comandi per regolare la potenza del getto d’acqua, che viene raccolta da un tubo, pressurizzata e risparata verso le direzioni scelte dal conducente, da una sorta di grande  cono. Il tutto in modo tale, da poter decidere dove andare una volta sospesi in aria. Il flyboard  sta diventando celebre e molto pubblicizzato, in un certo senso, dagli amanti degli sport estremi che hanno creato una vera e propria disciplina, facendo salti ed acrobazie con questo fantastico macchinario. Però l’esperienza oramai è accessibile a tutti, infatti in molti lo hanno acquistato per poi affittarlo a chi magari non riesce a permetterselo, facendogli comunque vivere questa esperienza unica nel volare come in un film di fantascienza, con un jet pack a reazione. Ed è proprio questo il punto, se fino ad ora era impensabile poter realizzare una macchina del genere, nel futuro prossimo non lontano, qualche altra mente sarà in grado di farci volare con uno zainetto a razzo ? perché no … come si dice in questi casi, il resto lo scopriremo solo vivendo. Anzi, a riflettere un momento, esiste già da tempo un veicolo di questa tipologia: il jet pack lo statunitense Glenn Martin ne ha progettato uno che a quanto afferma, dovrebbe poter volare a un’altezza di 2,4 km per 30 minuti al massimo; per guidare il Jet pack serviranno 15 ore di addestramento. Un motore alimentato a perossido di idrogeno è basato sulla reazione di decomposizione del perossido di idrogeno con un catalizzatore, per esempio l’argento. Il caldissimo gas è condotto a uno o più diffusori a getto. Il grande svantaggio è la limitata quantità di carburante che può essere trasportata. Poiché il getto di vapore è ciò che fornisce la spinta, il motore ha un basso impulso specifico. . Nonostante i tentativi, siamo ancora nel campo della sperimentazione., Per approvarne un uso ufficiale servirà del tempo, allora torniamo a dire che ..chi vivrà vedrà..   

Alessandro Donnini V Inf

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