Ad iscrizioni ufficialmente chiuse, possiamo di nuovo affermare che il percorso tecnico scelto dagli studenti di secondaria superiore rimane il più spendibile per trovare occupazione

Le statistiche pubblicate dal ministero guidato da Lucia Azzolina forniscono indubbiamente uno strumento importante: un focus sull’inserimento nel mondo del lavoro dei diplomati. Lo studio analizza le performances occupazionali di 1,3 milioni di diplomati degli anni 2014, 2015 e 2016. E lo fa a due anni dal diploma.
Il pregio maggiore del rapporto consiste nella sua ufficialità. Non si tratta di una rilevazione a campione né di un sondaggio. Ma di assunzioni “vere” a cui si arriva incrociando le banche dati di viale Trastevere con le comunicazioni obbligatorie in possesso del ministero del Lavoro.

In testa si confermano i professionali

Passando ai risultati offerti dai vari indirizzi di studio il primo dato che emerge è che, in media, il 37% degli studenti considerati ha avuto almeno un’attivazione di contratto, con un picco del 38,9% per i diplomati del 2015.
Soffermandoci sul 2016, che è l’ultimo anno scandagliato, balza agli occhi il 62% di occupabilità, sempre a due anni dal diploma, degli ex studenti dei professionali (il 65% nel settore industri e artigianato). 
A seguire troviamo i tecnici con il 49,6%, valore che rappresenta la media tra il 50,2% del tecnico tecnologico e il 48,9 del tecnico economico.

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