Scuola dell’obbligo a 18 anni e maturità con un anno di anticipo. Potrebbe essere quasi definita una riforma storica quella che a breve si appresta a varare il governo, l’obiettivo è soprattutto quello di arginare la dispersione scolastica. Non più 16, la scuola dell’obbligo sarà portata a 18 anni, ma per farlo servirà realizzare un percorso in un contesto di riforma dei cicli scolastici che, nel tempo, andrebbe anche ad accorciare la strada per il diploma. La maturità arriverebbe a 18 e non più a 19 anni come adesso. Per il viceministro dell’Istruzione Anna Ascani “si potrebbero accorpare medie e superiori, tagliando un anno, oppure abbassare l’inizio della scuola dell’obbligo a tre anni e non più a sei”. La riforma è in fase di studio. L’obiettivo è di allineare l’età dei neodiplomati italiani a quella degli altri ragazzi europei, ma anche di contenere la dispersione scolastica. Oggi quasi uno studente su quattro tra quelli che si iscrivono alla scuola dell’obbligo statale non arriva al diploma, la dispersione raggiunge ormai il 24%. Il dato della dispersione scolastica è allarmante, ma corrisponde anche ad un elevato costo sociale visto che lo Stato investe sugli studi dei ragazzi circa 7mila euro ogni anno per ogni studente. Basti pensare ai dati degli ultimi 10 anni con 1,8 milioni di ragazzi che non hanno raggiunto il diploma. In pratica così sono andati perduti 55 miliardi di euro senza produrre alcun risultato. L’Italia ad oggi è il terzo Paese europeo per dispersione scolastica, preceduta da Spagna e Malta.

Fonte: italiaOggi

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