Si parla sempre più insistentemente di scuola del futuro, quale modello di apprendimento che, in simbiosi con lo sviluppo sociale, culturale e tecnologico, si dovrebbe praticare per tutto l’arco della vita.  Finora tutto è strettamente legato ai percorsi tradizionali fatti di discipline e contenuti standardizzati, spesso anche troppo formali. Questa struttura, in particolare per l’ordinamento  scolastico secondario, è destinata a cadere sotto i colpi degli sviluppi culturali,  scientifici   e della tecnologia nei quali è dominante il pensiero umano e la capacità creativa. Il modello di sviluppo 4.0, nel quale prevalgono le innovazioni creative, si pone con prepotenza di fronte agli attuali indirizzi scolastici,  oltre i quali i giovani cittadini del futuro dovranno saper governare le istituzioni attraverso l’intelletto e la personale capacità inventiva. Privilegiare le soft skill alle tradizionali procedure didattiche vuol dire favorire apprendimenti significativi e coerenti con il futuro occupazionale e professionale. In questa concezione di pensiero strategico si potranno ideare modelli scolastici meno settoriali o tradizionalmente legati a schemi sociali superati. Attuare nuovi indirizzi tecnici, professionali o liceali sulla falsa riga dell’esistente avrà sempre meno coerenza con la necessità di realizzare luoghi di apprendimento scolastici adeguati alle realtà quotidiane che affiancano la scuola. Su questi temi sarebbe straordinariamente utile creare una sorta di tavolo dei confronti fra operatori scolastici, rappresentanti istituzionali e mondo dell’imprenditoria e delle professioni, perché le nuove generazioni non vivano la scuola come luogo incomprensibilmente lontano dalla realtà ma come palestra utile a capire come valorizzare il proprio talento investendo utilmente sulle innovazioni.

Giancarlo Marcelli

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