Da una recentissima indagine professionale, su un campione di 1.022 studenti delle scuole secondarie superiori di Roma, il 66,9% dei giovani è stato almeno una volta vittima di bullismo mentre l’81,3% è stato spettatore

Questi dati “aiutano noi specialisti e le famiglie – commenta Giuseppe Di Mauro, presidente Sipps (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) – ad avere una fotografia chiara e netta di una tragica realtà che, purtroppo, è ancora in espansione e necessita di una lotta congiunta di tutti gli attori coinvolti, istituzioni, famiglie e specialisti sanitari”.

Si deve pensare a riformulare la mentalità dei giovani, che, complici un uso scorretto dei social network e il degrado morale degli ultimi anni, rischiano di isolarsi o sviluppare dinamiche aggressive, compromettendo un’appropriata socializzazione.

Parallelamente a questo, dobbiamo prendere in esame l’aiuto che può venire dagli stessi giovani, perché Il 72,6% di loro ritiene necessario avere delle regole; una richiesta quasi nascosta che ci sollecita ad intervenire urgentemente, con modalità studiate, tatto e determinazione.

E la fiducia nei giovani va sempre tenuta in alta considerazione.         

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