Quello che sta vivendo il mondo intero sembra la trama rivisitata di un film di Rossellini, infatti il rischio di una terza guerra mondiale è concreto. Tuttavia, nel XXI secolo, gli armamenti di cui dispongono le maggiori potenze mondiali sono talmente avanzati e distruttivi che non permetterebbero ai “vincitori” di festeggiare. I protagonisti del thriller sono USA, guidati dal presidente Donald Trump, e la piccola, ma solo dal punto di vista geografico, Corea del Nord guidata a sua volta da Kim Jong-un. Sempre dal punto di vista geografico, altri stati come Giappone e Corea del Sud si trovano in mezzo, e forse anche per questo cercano di riappacificare i rapporti tra le due potenze. L’esercito americano è il più potente del mondo. Gli USA partono in vantaggio confermandosi la più grande potenza bellica della terra, questo perché lo stato continua a destinare grandi risorse economiche per la difesa. Può contare su circa 601 miliardi di $, un personale militare pari a 1.400.000, circa 8.848 carri armati, 72 sottomarini e ben 1.800 testate nucleari armate su 6.800 totali; dispone del più grande numero di forze aeree. Tuttavia anche la Corea del Nord si difende bene, infatti in rapporto alla popolazione, è il Paese più militarizzato al mondo. Per numero di effettivi, l’esercito di Pyongyang è la quinta forza armata del pianeta dopo Stati Uniti, Cina, Russia e India. Tra ufficiali e soldati, operano al suo servizio 1.190.000 unità. Per fare un confronto ravvicinato, basti pensare che la Corea del Sud ha invece a disposizione solo 655mila militari. Le forze di terra sono divise in 20 corpi. Per l’artiglieria e le forze corazzate, Pyongyang ha a disposizione circa 4.000 carri armati (anche se altre fonti parlano di 2.440 carri) e 2.500 mezzi di trasporto delle truppe. Indipendentemente dalle forze schierabili, entrambe le nazioni dispongono di un arsenale nucleare in grado di distruggere gran parte, se non del tutto, la vita sulla terra, come la conosciamo oggi. La motivazione principale che muove gli USA è il fatto che, secondo loro, la Corea del Nord è davvero pericolosa, fatto confermato anche dall’Intelligence americana, tramite alcune ricerche dei mesi scorsi. Invece, lo scopo della Corea del Nord è quello di dimostrare al mondo intero di avere un grande potere in mano, quello di poter distruggere in un secondo città e popolazioni. Gli Stati Uniti dal canto loro pare siano mossi anche da motivazioni politiche, il presidente Trump intende riconquistare posizioni in Estremo Oriente, dove al momento è la Cina che comanda. La Cina, anche lei ora è molto potente, è alleata con la Corea del Nord, tuttavia, dopo gli ultimi test nucleari, si sta dimostrando sempre più insofferente nei confronti della nazione. Ora che ho descritto a grandi linee, ed in maniera imparziale, le motivazioni per cui si rischia di arrivare ad una guerra nucleare, vorrei fare un appello tramite il nostro piccolo giornale scolastico, a chiunque legga questo articolo. Arrivare ad una guerra nucleare significherebbe uccidersi l’un l’altro in pochi secondi, distruggere nazioni ed interi popoli. Si potrebbe arrivare anche alla fine della vita umana sulla terra, nel più estremo dei casi. Ed il tutto per mostrare i muscoli tra nazioni, per avere un’immagine più forte dal punto di vista bellico, per far capire alle altre nazioni ed ai popoli chi è più forte e spietato. Ne vale veramente la pena, rischiare di uccidersi per dimostrare chi comanda? È veramente più facile fare una guerra nucleare, che sedersi ad un tavolo e discutere dei propri problemi in maniera civile?

Andrea Bartocci V° chimica

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