Oggi siamo invasi dalle nuove tecnologie: smartphone, tablet e computer sono presenti nella maggior parte delle case, si può dire in tutte, mentre i libri sono stati quasi sostituiti e vengono sempre più dimenticati. Prima di tutto, qualunque sia la loro natura, sono un arricchimento personale, ci permettono di acquisire nuovi vocaboli, di migliorare la grammatica e l’ortografia, di scrivere meglio. Ecco perché a scuola viene chiesto di leggere più testi durante le ore in classe. Inoltre, la lettura sviluppa l’immaginazione, è un modo per fuggire e rilassarsi. I bambini sono sempre più davanti agli schermi dei PC e della TV: questo mondo virtuale impedisce che la loro fantasia si sviluppi. Non bisogna demonizzare il visivo, anzi.. la tecnologia oggi ci permette di visionare aspetti inediti, affascinanti e sempre più ricercati, in un’ottica di completezza incredibile e tramite una tecnica sopraffina che va sempre più avanti. Però questo mondo va maneggiato con cura e va dosato con la dovuta quantità, specialmente andando a considerare la tempistica della crescita dei ragazzi; con particolare attenzione verso quelli molto giovani.  Le immagini sono già state create e imposte su di loro, mentre la lettura lascia lo spirito viaggiare verso mondi magici e sconosciuti, che modelliamo con la nostra creatività personale, ognuno mettendo la propria immaginazione. Diventiamo creativi perché attraverso le parole, costruiamo i personaggi, i paesaggi, i sentimenti … Le letture hanno scosso la nostra adolescenza, ci hanno fatto entrare nella letteratura con il rumore, l’eloquenza, la sincerità, la dolcezza, l’umorismo, l’euforia e la tristezza a volte.. L’odore di quelle pagine dense di fatti, che prendono corpo nella mente e la inducono a partecipare attivamente con passione agli eventi, lo sfogliare pagina su pagina per non perdere il susseguirsi degli snodi narrativi, correndo con lo sguardo quasi a giungere a corto di respiro, non si può dimenticare. E’ stampato nella memoria. I libri non moriranno mai, perché sono l’essenza della vita stessa, la sua universale descrizione che ci è stata tramandata nei secoli.  

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