In questi giorni si fa un gran parlare delle province e della necessità di rivalutarne il ruolo. La discussione interessa in particolare le competenze di tali enti, previsti dalla Carta Costituzionale, ma declassati nel 2014 a enti locali di secondo livello con attribuzioni solo per edilizia scolastica, la pianificazione dei trasporti, la tutela dell’ambiente. La riforma, associata al Ministro Delrio, a suo tempo in carica, è rimasta a metà, un’opera incompiuta come pure sono risultate inefficaci le 14 citta Metropolitane aventi il compito di rendere meno dolorosa l’assenza dell’ente provincia. Ho personalmente vissuto, da consigliere provinciale eletto, la mia provincia di Macerata e   ricordo con un po’ di nostalgia le molteplici questioni affrontate sui temi sopra citati, ma anche sui piani regolatori, la tutela delle acque, le strade, la formazione professionale, questioni  allontanate per concentrarle nelle regioni, enti strutturalmente centralizzati, con i quali il sistema delle autonomie ha difficoltà colloquiali e il controllo sulla funzionalità istituzionale da parte del cittadino viene evaporato dai tanti regolamenti regionali che lo  rendono estraneo alle decisioni assunte. La mancanza del ruolo delle province nei territori montani dell’Italia centrale, colpiti dal sisma, è poi particolarmente evidente sulla viabilità stradale, sulla sicurezza degli edifici scolastici, sull’uso degli edifici pubblici. Capita spesso di avere risposte come: non abbiamo più soldi per la messa in sicurezza, la strada non può essere sistemata perché il fondo della manutenzione stradale è irrisorio, non si può praticare forme di tutela ambientale per gli stessi motivi o magari le scuole devono stare al freddo perché non siamo in grado di sostenere le spese del riscaldamento, paradossalmente poi fatto gestire a enti esterni, in barba dell’autonomia scolastica. Ben vengano allora proposte di revisione del ruolo delle province, ma lo si faccia in nome e per conto dei bisogni dei cittadini sui temi accennati e non dei bisogni elettorali, sempre più dannosi alla vita delle comunità.

Giancarlo Marcelli – Dirigente Scolastico e ex consigliere provinciale

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