Chi, nel giorno d’oggi quale ragazza non vorrebbe diventare una modella… Fama, denaro, bellezza eterna, ma a quale scopo ? Ad oggi, l’ idea di ogni ragazza è che la perfezione sia la taglia 32/ 34, non pensando alle conseguenze gravi per  il fisico e per la mente che possono portare anche alla morte. Il calcolo, per accedere al mondo della moda è, peso diviso  il quadrato dell’altezza. Tante ragazze aiutate anche dai genitori riescono a dire no a questo mondo che riporta solo stereotipi, ma altre giovani, per debolezza caratteriale, non riescono ad evitare questo vortice a spirale che risucchia, entrando così nel baratro della taglia piccola, come modello da seguire, che è spesso, per la stragrande della maggioranza, l’anticamera, la causa primaria che porta all’anoressia. Questa malattia è un disturbo psichico, che colpisce soprattutto ragazze adolescenti e  può realmente portare alla morte. Purtroppo il mondo ha visto e continua a vedere tante tragedie riferite alla patologia in questione. Le ragazze arrivano a ciò per sentirsi accettate  e tendono a dare una visione poco onesta del corpo femminile, poiché non e importante il numero di taglia che si ha 38, 40, 42… è invece  una bellezza del Creato. Chi tira le fila in questo ambiente,  non esita a passare letteralmente sui corpi delle mal capitate, sino a farle ridurre larve umane, una cosa gravissima di portata inaudita. Basta con lo stereotipo di “BELLEZZA UGUALE MAGREZZA” e non a caso in questo ultimo periodo stanno prendendo piede le modelle denominate “curvy” e chi sono ? Ragazze bellissime con chili in più che mostrano orgogliose le loro forme sensuali, non pensando alle critiche che potrebbero ricevere; un gesto coraggioso e simbolico per far mutare gli stereotipi della società. In Francia invece da Christian Dior a Louis Vuitton e Fendi, questi grandi marchi della moda francese, hanno deciso di bandire le modelle troppo magre dalle loro passerelle ovvero quelle con taglie under 38. L’iniziativa presa da stilisti così prestigiosi, può far aprire gli occhi di tutti su quella che è diventato una macchina nera della nostra società, che impone stereotipi e modelli da seguire in ogni campo, non capendo però che ogni donna è bella a modo suo perché diversa per qualcosa dalle altre. Certo, è assolutamente da considerare anche l’intenzionalità di chi intraprende con convinzione questa strada, nonostante la conoscenza degli aspetti della malattia; ognuno si deve prendere le sue responsabilità, anche se spesso questi, sono accadimenti di una età adolescenziale critica e per nulla facile da affrontare. Intanto, finché la società odierna non farà niente per cambiare questo fenomeno, continuerà ad essere uno dei maggiori problemi da risolvere, ma da risolvere con tanta informazione, cura, attenzione e delicatezza. Da parte delle ragazze, soprattutto giovani, ci vuole, meno importanza verso l’apparenza. “Donne non pensate di non essere abbastanza ma accettatevi per come siete”.

Greta Mei V° Graf e Comun. opz Carta

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