Capita sempre più di occuparsi nella scuola di giovani difficili, che si comportano in modo
incomprensibile verso i valori del rispetto che appartengono alla vita. E’ sempre più difficile
trattarli e educarli alle buone maniere perché paradossalmente spesso le vivono in complicità con la
propria famiglia, che il più delle volte è frantumata nell’incomprensione dei genitori e solo
apparentemente esistente verso i figli. Non voglio essere bigotto, anzi non credo di esserlo ma non
c’è ragazzo con problemi comportamentali che non abbia alle spalle l’assenza di sani principi e
valori, condivisi con la propria famiglia. Dopo un rimprovero di qualunque natura sia per una
entrata in ritardo, per una mancanza di rispetto verso il personale scolastico e per il fumo non
consentito, maledetto male per i giovani di questo tempo, arriva la telefonata della mamma che vuol
parlare con il preside per chiedere ragione del rimprovero. Anche la scena dell’incontro è usuale, la
mamma viene spalleggiata dal papà con cui normalmente non si parla, ma ora lo incontra
richiedendo sostegno per accusare la scuola di incapacità a capire il proprio figlio. La scuola
deve…., il professore non può …., mio figlio arriva tardi e lo giustifico! Quante assurde e
paradossali situazioni. Arrivano poi atti di bullismo, un po’ naturalmente e le mamme continuano a
correre per dire magari mio figlio non voleva o ….
Ecco allora cosa forse occorre fare, finché si è in tempo, ridare fiducia alla scuola, sostenerla e
presentarla ai propri figli come il luogo del rispetto e non quello della divagazione.
Proviamoci!!!

Preside Giancarlo Marcelli

Da questa importante tematica di cui sopra, ne è nato un invito dell’Editore, ad aprire un Forum
guidato dalla redazione, alla presenza attiva di una classe campione, per condividerne poi i
risultati del lavoro, tramite gli organi di stampa comprensoriali, con la cittadinanza..

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