Il sommergibilista è colui che fa parte dell'equipaggio di un sommergibile o di un sottomarino, nella marina.
I sommergibilisti sono considerati delle vere e proprie “Famiglie”, per la vita promiscua a cui sono dediti,
dato gli spazzi angusti, razionalizzati nella maniera più consona, riguardo le finalità della macchina, che sono
principalmente militari. Il primo di questi gioielli italiani del mare risale al 1892, varato con il nome di
“Delfino” presso l’arsenale di La Spezia. Il sommergibile è un imbarcazione che può navigare e immergersi
sott'acqua. Le prime comparse risalgono all'epoca di Alessandro Magno ed erano costituite solamente da una
corda e una campana di vetro, la quale veniva chiusa con un tappo; grazie a questo sistema, gli uomini
potevano guardare sott'acqua. Questo sta a dimostrare la grande curiosità di sempre dell'uomo verso i fondali
marini, La difficoltà di progettazione e realizzazione di questi natanti é seconda solo alla realizzazione di
navi spaziali. Per diventare un sommergibilista bisogna avere delle caratteristiche fisiche e morali di
altissimo livello. Bisogna soprattutto avere una forte motivazione e un grandissimo spirito di sacrificio verso
i compagni, oltre ad essere pronti ad effettuare diversi corsi: uno di 6 settimane ed è un corso con un
approccio teorico verso i sommergibili, L'attività teorica, coordinata da istruttori qualificati, consiste
principalmente in due tirocini: il basico ha il compito di dare le informazioni di base a tutti, senza distinzioni
tra le categorie di appartenenza (es.: anche il cuoco deve sapere come si immerge il sommergibile e come si
affrontano le principali emergenze). IL differenziato scende nei dettagli ed è diversificato per le varie
categorie di specializzazione (motoristi, elettricisti, radaristi, etc.). Poi c’è l’altro corso di 20 settimane, nel
quale le reclute si imbarcano sulle imbarcazioni per ambientarsi. L'attività pratica, sempre associata a quella
teorica, viene svolta principalmente a bordo dei battelli (con uscite giornaliere dedicate) ma anche
utilizzando sistemi di simulazione statica o dinamica. In ogni momento è possibile "congelare" la situazione
per permettere l'intervento "a caldo" ed immediato degli istruttori al fine di evidenziare "sul campo" gli errori
e suggerire le procedure idonee. Tutta l'attività viene costantemente registrata dai computer al fine di poter,
in seguito, analizzare i dati e formulare i risultati raggiunti dal team. Ogni Team, alla fine delle attività,
partecipa ad un debriefing con gli istruttori che evidenziano i vari aspetti dell'esercitazione e formulano un
giudizio finale. I natanti di oggi si dividono in 2 classi: la classe Sauro e Todaro, i membri della classe Sauro
e Todaro si addestrano, come detto, con simulatori che insegnano a condurre in condizioni ottimali e
condizioni estreme. La differenza tra le 2 tipologie sta nella grandezza, nei sistemi di controllo, nei
propulsori e nel sistema di combattimento. Ogni sommergibilista si specializza in un diverso settore del posto
che andrà a occupare. Tra le diverse professionalità, ci sono gli addetti alla sala macchine, chi si occupa della
manutenzione, i mozzi, il capitano, l’addetto ai siluri, gli elettricisti, i radaristi, il timoniere… Nella
Germania della seconda guerra mondiale, i sommergibilisti venivano visti come eroi; infatti nel 1939
l'ammaglio Erich Raeder istituì una medaglia chiamata “distintivo del sommergibilista”, per realizzarlo
chiamarono uno dei grafici di spicco dell’epoca, Paul Casberg. I primi a riceverlo furono alcuni membri dei
famosissimi U-Boat, macchina terrore dei mari durante la guerra. Una nota quasi di colore …quando gli
equipaggi erano a terra, venivano permesse loro molte cose, senza essere puniti, in quanto una volta
imbarcati, li aspettava una vita dure e pericolosa.

Alessandro Annibali 3° Graf e Comun. opz Carta

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