Ci sono fatti che quando accadono, più di altri fanno riflettere e fanno arrabbiare. La sola parola “Pedofilia” mette i brividi, e ci sembra una di quelle cose orrende e lontane da noi anni luce… ma ne siamo proprio sicuri? E in ogni caso, come fare per proteggere i bambini da questo fenomeno? Si parla di pedofilia quando la vittima è un minore di 13 anni, e il soggetto attivo deve avere almeno 16 anni. Quando si parla di pedofilia l’amore non c’entra niente: è sempre una violenza sessuale, un crimine contro l’umanità. La pedofilia non è una malattia, ma costituisce una nuova forma di schiavitù. I pedofili si sono sempre più inabissati grazie ai social e agli incontri offline. Purtroppo, quasi giornalmente, si continua spesso a sentire di questi accadimenti. Il “mostro” non viene solo da situazioni di disagio sociale, ma sempre più spesso da famiglie benestanti. Cominciamo quindi con il constatare che il problema è molto più vicino e reale di quanto non pensiamo. Il tema non riguarda solo gli abusi sessuali, che sono la cosa più grave, terribile, ma anche il mostrare immagini sessuali ai bambini, farne oggetto di molestie via web, etc.. Il pedofilo non sempre è un estraneo. Spesso è una persona che dovrebbe volerti bene e proteggerti.  I dati dicono che, in una percentuale che va dal 70 all’85% dei casi, il soggetto molestatore è una persona che gode della fiducia del bambino (e degli adulti) quindi mamma, papà, parente o educatore. Dovrebbe aiutarti nel tuo percorso di crescita ed insegnarti il bene. Troppo spesso abbiamo sentito di denunce e poi condanne, per casi di pedofilia, nel mondo della Chiesa. Purtroppo anche in questo ambiente religioso. Negli ultimi anni sono stati condannati più di 30 vescovi, sacerdoti e catechisti. Uno tra i casi più clamorosi ci fu nel 2005, con un prete che ha poi confessato di avere abusato di 38 bambini. Casi dove spesso per anni, non ci si accorge di nulla, perché il bambino è talmente fragile ed impaurito che si tiene tutto dentro. Possiamo solo immaginare il dolore che prova, perché questi fatti non si dimenticano e tanti sono accaduti nel periodo scolastico. Un uomo, qualche anno fa, avrebbe abusato sessualmente di alcune ragazzine dello scuolabus che lui guidava, palpeggiandole e molestandole. in alcuni casi anche davanti agli altri piccoli scolari inermi. Nello specifico, la cosa ha interessato scuole elementari e medie di due paesini della provincia di Lecce e avrebbero visto come vittime tre sorelline, che sarebbero state vittime di abusi già dal 2015. La vicenda è venuta a galla dopo la denuncia di una delle piccole che ha riferito il suo dramma alla mamma, la quale  poi si è rivolta al Comune e alla polizia. Un 54nne della provincia di Monza è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di violenza sessuale su minore. L’uomo avrebbe abusato sessualmente di quattro minorenni, studentesse di una scuola professionale per estetiste. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, era riuscito a ridurre le ragazze a una dipendenza psicologica, proponendo la promozione se non avessero denunciato le violenze. Questa, un situazione verificatasi durante i periodi in cui le ragazze erano assegnate alla sua attività per l’alternanza scuola/lavoro, progetto di formazione scolastica cui l’uomo partecipava da tempo. Le indagini sono iniziate quando una delle giovani ha manifestato segni di malessere e si è rifiutata di tornare al centro estetico dove stava svolgendo il progetto di alternanza. I genitori l’avevano invitata a rivolgersi al consultorio, dove ha finalmente raccontato le violenze subite. I fatti sopra raccontati sono un infinitesimo numero tra tutti quelli accaduti e denunciati, e sempre di numero inferiore a tante altre situazioni di cui non si sa nulla, perché la persona indifesa non ha avuto il coraggio di affrontare il tema ed il/i suo/i aguzzino/i. La prevenzione e la formazione possono essere due temi su cui basarci per proteggere i nostri bambini e giovani. Un bambino informato, che sa cos’è un abuso e sa che può difendersi è il peggior nemico di un molestatore. Per questo è importante istaurare un dialogo aperto con i bambini. Tutto deve nascere nell’ambiente familiare, poi nella scuola e infine nella Comunità.

Matteo Gambucci II A

Ti potrebbe interessare anche

GIOCHI D’AUTUNNO 2020
Eduscopio: per chi frequenta istituti tecnici cresce possibilità di trovare subito lavoro
PRIME PAROLE SULLA POSSIBILE CREAZIONE DI UN INDIRIZZO ALBERGHIERO A FABRIANO