Noi di MERCURIUS, occupandoci di giornalismo, abbiamo voluto descrivere in questo Speciale, per chi ama il lavoro di Reporter, quali sono le principali figure che compongono la redazione di un giornale e che si trovano “sotto” L’EDITORE, proprietario della testata. Non tutti conoscono questo mondo affascinante…… 

 

DIRETTORE RESPONSABILE
È il deus a macchina del giornale. Ha poteri molto estesi per ogni aspetto della vita del giornale, dalla sua impostazione generale alla fase di esecuzione. Al direttore di fatto spetta sempre l’ultima parola, la decisione definitiva. Dal punto di vista contrattuale, egli ha la competenza specifica ed esclusiva di impartire ai redattori le direttive politiche e tecnico-professionali per lo svolgimento del lavoro, di stabilire le mansioni di ogni redattore, di dare le disposizioni necessarie al buon andamento del servizio, di fissare orari di lavoro (nei limiti contrattuali), di proporre l’assunzione di redattori o il loro licenziamento. Il direttore può intervenire in qualsiasi momento e con ampi diritti sulla stesura degli articoli, sui titoli, sull’impaginazione. Il direttore responsabile è il solo garante della linea politica del giornale e risponde di essa personalmente all’editore. Infine, il direttore è “oggettivamente” responsabile di tutte le cose che il giornale pubblica. Anche per l’aspetto penale, unitamente all’autore materiale dello scritto. L’attività del direttore responsabile non è legata ad orari precisi. Una volta che ha partecipato alla riunione generale di impostazione e che ha assicurato la sua presenza nei momenti cruciali del pomeriggio, il direttore esercita la sua attività essenzialmente all’esterno: deve, cioè, avere una fitta rete di relazioni con gli ambienti politici economici, sindacali, culturali in modo da essere tempestivamente informato sugli avvenimenti della vita del paese, cui applicare la linea di cui il giornale si fa in definitiva portatore.

VICEDIRETTORE
Come si è visto, nel corso degli anni la figura ed il ruolo del direttore si è andata progressivamente modificando. Il direttore responsabile, ormai, partecipa e dirige soltanto le principali riunioni che si svolgono in redazione ed è consultato su ogni fatto importante che accade; ma, una volta presa la decisione di carattere generale, lascia l’esecuzione pratica allo staff dei suoi diretti collaboratori. E venuta perciò consolidandosi sempre di più all’interno della redazione una nuova figura un tempo inesistente: quella del vicedirettore (o anche di più vicedirettori, di cui uno, magari, “vicario”) che assolve a funzioni di supplenza per fronteggiare la complessità della vita di un giornale 

CAPOREDATTORE
Assolve ad una delle mansioni chiave del giornale: egli è praticamente il tramite e la cerniera decisiva tra direzione del giornale e redazione. Il caporedattore è colui che ha contatti frequenti e diretti con il direttore (o il suo vice) e, a sua volta tutti i capiservizio, i collaboratori, i corrispondenti fanno capo a lui; è in perfetta sintonia con il direttore, di cui gode fiducia piena. E un perfetto organizzatore, ma deve possedere anche precise qualità: senso della notizia, rapidità di decisione, gusto e fantasia, senso dell’attualità e della tecnica. Il caporedattore partecipa a tutte le riunioni importanti della giornata. In più, una volta varato il timone generale, convoca brevi riunioni differenziate dei capiservizio per la distribuzione dei compiti, si incontra con il caposervizio dell’ufficio grafico e con i fotografi, concorre in maniera determinante alla titolazione e alla definizione precisa dell’impaginazione del giornale, distribuisce ai vari servizi la pubblicità da inserire nelle rispettive pagine, oltre che gli articoli. Ancora, riadatta i menabò col variare delle notizie, stabilisce le precedenze di chiusura in tipografia, controlla le pagine mano a mano che vengono chiuse e licenziate. Nei grandi giornali, per la quantità di lavoro, in genere esiste un vero e proprio ufficio del redattore capo, con più vice o sostituti. Il caporedattore, per il suo ruolo, deve conoscere per-ciò perfettamente tutte le fasi della lavorazione e la tecnica del mestiere: impostazione grafica e tipografica, avere minuto per minuto disponibilità del corpo redazionale, conoscenza delle competenze e delle attitudini individuali dei redattori, i tempi di realizzazione del giornale.

CAPOSERVIZIO
Sfogliando i giornali moderni si può facilmente notare che dal punto di vista della lettura essi sono suddivisi in settori, ognuno dei quali, composto da una o più pagine, in genere è scandito da una testatina (o anche un logotipo) in alto sulla pagina INTERNI, ESTERI, ECONOMIA, SPETTACOLI, SPORT, eccetera. Ovviamente ogni giornale ha una sua particolare impostazione, sia dal punto di vista della sequenza, che della quantità di spazio (pagine) a ciascun settore dedicato. Tecnicamente questi settori, come si e visto, si definiscono “servizi” e sono affidati alla responsabilità di un capo, che coordina appunto il lavoro di un certo numero di redattori assegnatigli dal direttore. Il caposervizio, dunque, ha la responsabilità di un particolare settore affidatogli e quindi un’autonomia di decisione nel suo ambito. Egli, infatti, stabilisce la gerarchia delle notizie da passare nelle pagine destinate alla sua sezione e partecipa alle riunioni dello staff direzionale .Va ricordato che il lavoro del caposervizio non può essere avulso dal contesto generale del giornale, sicché un avvenimento di cronaca di rilievo può tranquillamente diventare parte principale della prima pagina. Il caposervizio.

 

REDATTORE
E un giornalista professionista assegnato ad un particolare “servizio” del giornale con compiti di “cucina” o anche di semplice scrittura. Nella sostanza al redattore spetta il compito di “passare” gli articoli dei collaboratori esterni in composizione, di titolare, scegliere e predisporre le didascalie alle foto, di aggiornare i “pezzi” sulla scorta dei “take” delle agenzie di stampa, di fare il “giro di nera”, di redigere resoconti e notiziari. In rapporto al contratto di lavoro, poi, va detto che si distingue un redattore di “prima nomina” da un redattore “con oltre 30 mesi di anzianità professionale”. La differenza, ovviamente, oltre che nella maggiore o minore esperienza professionale consiste nella retribuzione.

GIORNALISTA PRATICANTE
Presso i giornali quotidiani, presso le agenzie di informazioni quotidiane per la stampa a diffusione nazionale, presso i periodici a diffusione nazionale, possono essere assunti come praticanti coloro che abbiano i requisiti previsti dagli ordinamenti della professione giornalistica, in ragione di un praticante su dieci redattori o frazione di dieci fino a cento redattori, e in ragione di un praticante ogni venticinque redattori o frazione di venticinque al di sopra dei cento redattori”. Recita così l’articolo 35 del Contratto nazionale di lavoro giornalistico. Normalmente, è questo il primo gradino (essere assunti, cioè, da un’azienda editoriale con la qualifica di “praticante”) per diventare giornalisti professionisti’. Ovvero, per poter sostenere, alla fine di diciotto mesi di “praticantato”, l’esame di abilitazione professionale.

 

La giornata nella redazione di un quotidiano

Alle 11 (o al più tardi alle 12) il direttore responsabile convoca l’ufficio centrale guidato dal caporedattore, e i capi di tutti i servizi. Scopo della riunione è analizzare il giornale uscito in mattinata per confrontarlo con i giornali della concorrenza. Successivamente si individuano i temi del giorno, tracciando una prima scaletta delle notizie più importanti. Si realizza il timone, un abbozzo schematico in griglia delle pagine previste per il giornale[2]. Verrà tenuto costantemente aggiornato dai redattori, che inseriranno le notizie a mano a mano che arrivano durante la giornata, e verrà modificato fino alla chiusura dell’edizione.

Il secondo appuntamento fisso della redazione si tiene nel primo pomeriggio (generalmente poco dopo le 15). Il caporedattore riunisce i capiservizio e, con essi, decide come impaginare gli argomenti del giorno. Avviene una prima stesura del menabò. La decisione più importante da prendere è scegliere quali notizie collocare in primo piano (le prime pagine del giornale) e quali eventi collocare invece nelle sezioni interne. A conclusione dell’analisi, il caporedattore distribuisce il lavoro a ciascun caposervizio.

Successivamente ogni redazione lavora autonomamente, realizzando articoli, grafici, titoli e apponendo le necessarie fotografie. I tempi effettivi di fattura di un quotidiano sono circa sei ore, dalle 17 alle 23.

Mentre le redazioni sono al lavoro, il vertice (direttore, vicedirettore e ufficio centrale) si riunisce una seconda volta, alla fine del pomeriggio (tra le 18:30 e le 20). Scopo dell’incontro è definire LA PRIMA PAGINA: gerarchia delle notizie e titoli.

Entro le 23 ogni redazione ha finito le pagine e ha inviato il lavoro all’ufficio centrale per un ultimo controllo. Ottenuta l’approvazione, le redazioni trasmettono via computer le pagine in tipografia. Lo stesso fa l’ufficio centrale con la prima pagina con il nullaosta dato dal direttore. La tipografia, effettuato un rapido controllo di congruità tecnica, invia il giornale al centro stampa. Entro le 24 il giornale è pronto per andare in macchina, salvo casi particolari di ribattuta (max. due pagine solitamente) altre due volte, verso mezzanotte e poi tra l’una e trenta e le due di notte. Di mattino, molto presto, i corrieri consegnano al distributore i giornali, che poi saranno in edicola intorno alle ore 06.00.
Buona Lettura, leggiamo, perché la lettura arricchisce tanto, sempre…fa scrivere con più idee e correttamente!

La Redazione

Ti potrebbe interessare anche

GIOCHI D’AUTUNNO 2020
Eduscopio: per chi frequenta istituti tecnici cresce possibilità di trovare subito lavoro
PRIME PAROLE SULLA POSSIBILE CREAZIONE DI UN INDIRIZZO ALBERGHIERO A FABRIANO