Il barone rampante è un libro di Italo Calvino, scritto nel 1957 in seguito a una vicenda narratagli da un amico. Il romanzo è ambientato in un immaginario paesino ligure chiamato Ombrosa ed è narrato da Biagio, fratello minore del protagonista. La storia raccontata è quella di un giovane barone, Cosimo di Rondò, primogenito una famiglia nobile decaduta. Il fatto principale è rappresentato da un litigio tra lui e suo padre ,dopo il quale, per fargli un torto, decide di salire sugli alberi per andarci a vivere per sempre, senza mai scendere. La sua intera vita si svolgerà sugli alberi, la prima parte nel giardino della tenuta paterna e il resto nei boschi di Ombrosa e dintorni. La sua vita a contatto diretto con la natura, è tutt’altro che monotona: ha una cotta per Viola (ragazzina che vive vicino alla sua tenuta  e costretta poi ad abbandonare il paese) ,incontra molte persone, va a caccia e si dedica alla lettura. La sua fama all’ inizio sarà quella di un fenomeno da baraccone e poco di buono, cosa che farà arrabbiare la sua famiglia, ma in seguito riuscirà a conquistarsi la stima delle persone di Ombrosa. La gente sa di lui persino in Francia, tra cui il filosofo Voltaire, un suo grande sostenitore. Il ritorno con Viola, sua prima donna, farà scoprire l’ amore al nostro protagonista, ma finirà per errori di entrambi e cose non dette. Insoddisfatto dalla vita, comincia a salire su un albero altissimo e, approfittando di una mongolfiera di passaggio, scomparirà nel cielo. Grazie a questa riuscirà a mantenere la promessa di non rimettere più piede sulla terra, morirà in mezzo alle nuvole. Il barone rampante è semplicemente una fiaba fantastica che affronta tematiche come l’anticonformismo e la volontà di essere differente dalla massa. La stranezza di vivere per tutta la vita in mezzo agli alberi fa capire al lettore che ognuno è artefice del proprio destino e può conquistare ciò che desidera, con impegno e costanza, anche se non sempre. Cosimo, pur venendo da una famiglia benestante, con amici, un alta istruzione, ha un carattere fragile e solitario. La sua scelta di vivere in mezzo agli alberi fa pensare alla voglia di evadere da una realtà chiusa e dalla mentalità ristretta. Quando mi hanno detto “il barone rampante parla di un ragazzo che sale su un albero e non vi scenderà più”,  mi sono chiesto come fosse possibile scrivervi un intero romanzo. L’abilità dello scrittore sta nel fatto di raccontare una storia della quale sembra di non aver afferrato tutto. Pesa sicuramente il linguaggio forbito, poco adatto a chi non legge abitualmente,  ma questo è un ostacolo facilmente superato,  grazie alla buona dose di umorismo del libro.

Giosuè Arana V Chim  

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