L’hacker è un esperto di sistemi e di sicurezza informatica in grado di introdursi in reti protette per ricavare notizie riservate oppure danneggiare file. Gli hacker riescono a entrare nei server senza lasciare traccia. Non solo diventa difficilissimo individuarne l’attacco ma, soprattutto, capire addirittura cosa è stato sottratto. Molto spesso i bersagli di questo sistema sono funzionari di istituzioni pubbliche, precedentemente osservati e tracciati, a cui vengono inviate evolute mail di phishing; così, attraverso i sistemi di hacking ottengono l’ingresso nei sistemi protetti. La Russia è il più grande e avanzato mercato di servizi di hacking del mondo. Infatti, diverse sono le tecniche utilizzate da questi protagonisti fantasma, ritenute dagli esperti molto sofisticate: anche questo rappresenta un indizio del collegamento con fonti governative, che garantirebbero loro sostegno in tecnologie e fondi. I russi vedono internet come uno strumento di conquista senza ricorrere alla guerra fisica. Hanno un concetto ampio di infowar, un concetto che va oltre la semplice cyber guerra e comprende lo spionaggio, il controspionaggio, la disinformazione, la guerra elettronica e quella psicologica, il disturbo delle comunicazioni e la propaganda. Molti di questi hacker sono al servizio dello Stato e addirittura per il G.r.u. (Glavnoe razvedyvatel’noe upravlenie), l’agenzia di intelligence principale di Mosca. Infatti i media americani e I sostenitori del partito democratico accusano gli ex sovietici di aver manipolato le elezioni presidenziali 2016; si crede che I manipolatori elettronici siano legati allo Stato e a Vladimir Putin direttamente, attuale presidente della Russia .Vladimir Putin ha ordinate ai suoi uomini cibernetici, di sconfiggere o almeno danneggiare Hillary Clinton, ed aiutare l’elezione del suo oppositore Donald Trump. Questo è il contenuto di un rapporto speciale della Cia, top secret. Un’ altra vicenda che ha messo in conflitto gli USA e la Russia  è quella degli hacker russi che hanno lavorato  per il G.r.u. per introdursi nei sistemi della NATO e poter capire quante forze militari si trovavano nel Europa dell’est e nei balcani; vicenda di pochi mesi fa. Misione compiuta: sono riusciti ad entrare nei social network e nei computer dei militari. Questo conflitto tra gli intelligence risale alla fine della Seconda guerra mondiale, durante la guerra fredda, quando gli USA  si scontrarono con le repubbliche ex sovietiche del Patto di Varsavia (ora sciolto). Seguendo gli ultimi fatti però, abbiamo appreso che questi guerrieri elettronici hanno anche attaccato i server del Ministero della Difesa italiana, riuscendo a rubare parti di flussi di notizie top secret dai server stessi del sito. L’attacco è durato più di quattro mesi ed è stato diretto verso le comunicazioni via email all’interno del ministero e tra lo stesso e le ambasciate, ma non è stato abbastanza efficace da arrivare alle informazioni riservate e protette da sistemi di crittografia . Anche l’OCSE, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico con sede a Vienna, i cui compiti comprendono il monitoraggio delle elezioni nei paesi europei e del conflitto nell’Ucraina orientale, lo scorso novembre ha comunicato di essere stato vittima di “un grave incidente che ha minato la sicurezza delle informazioni” e che avrebbe compromesso la riservatezza delle reti informatiche; anche questo fatto è stato attribuito ai medesimi personaggi. Spesso però, quando si parla di hackeraggio, vengono associati subiti ai russi, anche se non sono gli unici a praticare questa forma di spionaggio. Pure le intellegence di altri stati come gli USA, Israele, Cina e Germania sono infatti legati direttamente con hacker e compagnie di spionaggio segreto.

Elvis Vezi  2 A

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