Educazione civica, “Costituzione come … libertà di stampa e di parola”. Due video didattici.

Un tempo i giornalisti erano i guardiani dell’informazione (‘gatekeeper’ amano dire gli inglesi): spettava a loro aprire o chiudere i rubinetti delle notizie. Sembra perciò paradossale che si possa parlare di disinformazione oggi che il loro flusso è continuo e quasi ne veniamo sommersi. Di chi è la responsabilità? Dei giornalisti che non sanno fare il loro mestiere o dei lettori che non sono in grado di filtrare bene le fonti?

https://c8d1d4fe6da7db7865b9bfb0d9e419c4.safeframe.googlesyndication.com/safeframe/1-0-37/html/container.html In una fase difficile come quella che stiamo vivendo, in cui se da un lato il bisogno di notizie si accentua, dall’altro è sempre più tangibile un calo di fiducia verso i media, ci è sembrato perciò necessario declinare la nostra Costituzione anche come diritto a un’informazione obiettiva, tra le espressioni più alte della libertà pensiero e strumento di partecipazione democratica alla vita civile.

Con Giovanni Floris, volto noto del giornalismo televisivo con trasmissioni di successo come ‘Ballarò’ e ‘diMartedì’ e scrittore attento al mondo della scuola (“Ultimo banco. Perché insegnanti e studenti possono salvare l’Italia”, Solferino 2018), ci siamo soffermati proprio sul cambiamento che negli ultimi decenni ha investito la ‘fabbrica delle notizie’, determinando sì una certa confusione di ruoli e di criteri, ma fornendo al pubblico strumenti e linguaggi di decodifica delle news un tempo impensabili. Inevitabile partire dall’Articolo 21: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure […]”.

https://c8d1d4fe6da7db7865b9bfb0d9e419c4.safeframe.googlesyndication.com/safeframe/1-0-37/html/container.html Nel dialogo a distanza con la nostra vox populi, il giornalista ci ha aiutati a focalizzare il confine a volte incerto tra libertà di espressione e libertà di stampa, soffermandosi sui doveri del buon cronista, sul fondamentale apporto della stampa alla ricerca della verità e sul ruolo della scuola nella promozione dello spirito critico dei giovani. In definitiva, un richiamo forte all’etica giornalistica e alla dignità della professione.

Consigli per la fruizione dei video e qualche spunto di lavoro in classe: abbiamo immaginato un format particolarmente adatto alla Didattica a Distanza, che possa essere integrato all’interno delle unità didattiche magari arricchito da attività collaterali originali, da pensare anche insieme ai ragazzi (nei video, per esempio, si accenna al giornalismo d’inchiesta e ai pericoli a cui esso espone: perché non approfondire le figure di Walter Tobagi, Giancarlo Siani, Ilaria Alpi, Anna Politkovskaja, Daphne Caruana Galizia…?).

Per ulteriori informazioni, leggere la parte sottostante ai video

Fonte: Orizzonte scuola 18 marzo 2021

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