Cari genitori e cari ragazzi,

in un momento così importante non potevamo non pensare a voi ma, prima di parlare ed agire, abbiamo fatto nostre le scelte nazionali, che più di ogni altra cosa richiamano alla RESPONSABILITÀ e CONCRETEZZA.

Vi invitiamo a riflettere e comprendere il momento particolarmente difficile e per alcuni doloroso che, non solo l’Italia, ma l’intero Pianeta sta vivendo.

Siamo noi a scegliere su cosa porre l’accento, non guardiamo alle direttive come a una restrizione, ma come a un gesto di responsabilità che ci permette di proteggerci e di proteggere le persone a noi care.

Le previsioni sull’epidemia da Coronavirus (Covid-19) stimano per le prossime settimane, un aumento dei casi di tale entità da creare uno squilibrio tra le inevitabili richieste di accesso alle strutture sanitarie e la disponibilità effettiva di risorse che le stesse potranno mettere a disposizione. 

Si metterà allora in atto, inevitabilmente, quella che viene definita la “medicina delle catastrofi” in cui si utilizzeranno le risorse per chi ha più probabilità di sopravvivenza e per chi si ritiene possa avere più anni aspettativa di vita.

Cari ragazzi, comprendiamo che in questo periodo della vostra vita il richiamo della compagnia, del divertimento, del condividere esperienze, incontri, viaggi è estremamente forte, ma l’attuale momento storico ci richiama tutti al senso di responsabilità che significa prendersi cura dei nostri familiari, dei nostri amici, dei nostri compagni di gioco. È il momento in cui il nostro comportamento fa la differenza.

Esporsi al contagio ed esporre gli altri è un comportamento incivile persino amorale.

Non pensiamo “tanto a noi non ci tocca”, è una pia illusione, il virus non ha preferenze, infetta tutti coloro che ne vengono a contatto, in modalità più o meno gravi sino alla morte.

Stiamo vivendo una pandemia, cioè tutto il pianeta è infettato dal Covid-19.

L’unico modo per fermarlo è evitare che passi da un soggetto all’altro.

Ecco perché RESTARE A CASA è una condizione necessaria ed inevitabile se vogliamo vincere.

Accogliamo questo monito e facciamolo nostro, in fondo potremmo trasformarlo in opportunità per riscoprire un senso diverso del nostro vivere, per attribuire significati più profondi al nostro agire, facendolo diventare occasione  per riflettere, ascoltare e comunicare con i nostri cari, per vivere in modo più lento riscoprendo il bello delle piccole cose.

Tutti siamo chiamati a fare grandi sacrifici! Dimostriamo di essere  RESPONSABILI  con comportamenti  di educazione reciproca che giova a tutti, diventando così cittadini attivi che partecipano in maniera CONCRETA alle questioni di pubblica utilità per il benessere collettivo. A questo proposito potremmo ricordare le parole del magistrato-eroe Giovanni Falcone:

 “Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando c’è da rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare”

Quando questo periodo sarà finito, avremo avuto un grande insegnamento e cioè che noi siamo l’altro, e lo siamo sempre, non solo in una situazione di emergenza; in fondo, ragazzi, il rispetto verso tutto ciò che ci circonda, che siano persone o cose, è quello che noi docenti cerchiamo di insegnarvi tutti i giorni a scuola: un evento più grande di noi ci richiama alla responsabilità e non ci offre scelta… perché è in gioco la vita che è ciò di più caro noi abbiamo.

I DOCENTI IPSIA Miliani dell’ IIS MERLONI MILIANI

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