Sono solo 15 i paesi in tutto il mondo che hanno tre politiche nazionali ritenute fondamentali per un sano sviluppo del cervello dei bambini, tra cui l’Italia. 75 milioni di bambini sotto i 5 anni vivono in aree colpite da conflitti. Agenzia giornalistica: Unicef: insicurezza alimentare per 1 bambino su 8 nei paesi ricchi. Minori, Unicef: 2,7 milioni vivono in strutture di assistenza. Minori e grandi emergenze, le linee guida di Save the Children per superare le difficoltà. Libia, Unicef: serve assistenza per oltre 500 mila minori. Minori, in Argentina il 60% vive in povertà: sono 8 milioni. Kenya, Unicef: allarme siccità, 370 mila i bambini malnutriti. Solo 15 paesi nel mondo, tra cui l’Italia, hanno almeno tre politiche nazionali di base che aiutano a garantire ai genitori il tempo e le risorse di cui hanno bisogno per supportare un sano sviluppo del cervello dei propri bambini. Mentre in altri 32 paesi, in cui vive un bambino su otto di tutti i bambini del mondo con meno di 5 anni, non hanno nessuna di queste politiche. È quanto afferma il rapporto “Early Moments Matter for Every Child” dell’Unicef, secondo cui garantire due anni di istruzione prescolare gratuiti, il congedo per allattamento pagato per i primi sei mesi di vita del bambino, 6 mesi di maternità e un mese di paternità retribuiti contribuiscono a gettare le basi per uno sviluppo ottimale della prima infanzia. Tuttavia, sono pochi i paesi che garantiscono le tre diverse politiche e sono Bielorussia, Bulgaria, Cuba, Francia, Ungheria, Italia, Lituania, Lussemburgo, Portogallo, Romania, Federazione Russa, San Marino, Svezia, Turkmenistan e Ucraina. Al contempo, 85 milioni di bambini sotto i 5 anni crescono in paesi in cui non è presente nessuna delle tre politiche e “sorprendentemente – spiega il rapporto – il 40 per cento di questi bambini vive in soli due paesi: Bangladesh e Stati uniti”. Il rapporto sottolinea inoltre che milioni di bambini sotto i 5 anni passano i loro anni formativi in ambienti non sicuri e non stimolanti: sono circa 75 milioni, infatti, i bambini sotto i 5 anni che vivono in aree colpite da conflitti, a livello globale, inoltre, la scarsa nutrizione, gli ambienti non salutari e le malattie hanno contribuito all’arresto della crescita di 155 milioni di bambini sotto i 5 anni, privando i loro corpi e il loro cervello della possibilità di svilupparsi e raggiungere il loro pieno potenziale. Un quarto di tutti i bambini tra i 2 e i 4 anni in 64 paesi non partecipa ad attività fondamentali per lo sviluppo celebrale come giochi, canti e lettura, mentre altri 300 milioni di bambini in tutto il mondo vivono in zone dove l’aria è tossica e diverse ricerche mostrano che in questo modo lo sviluppo celebrale di un bambino può essere danneggiato. Vita dopo vita, opportunità mancate su opportunità mancate, stiamo ampliando la distanza tra ricchi e poveri e minando, nel lungo periodo, la nostra forza e stabilità”. Secondo il rapporto, inoltre, i governi nel mondo generalmente spendono anche meno del 2 per cento dei loro fondi per l’istruzione in programmi per la prima infanzia. “Investire oggi nei primi anni dei bambini favorisce nel futuro significativi traguardi a livello economico – spiega il rapporto -. Ogni dollaro investito in programmi per il supporto dell’allattamento generano un ritorno di 35 dollari e ogni dollaro investito nelle cure e nell’istruzione per la prima infanzia e per i bambini più svantaggiati può dare un ritorno economico fino a 17 dollari”.

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