Quando il prof Bregnocchi e la professoressa Cingolani ci hanno presentato il progetto, ne siamo rimasti subito incuriositi in quanto l’idea di creare una mini impresa e gestirla al meglio era per noi nuova. Come in tutte le aziende serviva un amministratore delegato in grado di coordinarne l’attività e i membri. Ero consapevole delle responsabilità a cui sarei andata in contro ed ero pronta a mettermi in gioco. Fin da subito sono emerse delle reali difficoltà e controversie all’interno del team, come spesso succede nel mondo del lavoro, ma è proprio in questi momenti che sono emerse le migliori soluzioni tramite attività di brain-storming. Abbiamo in questo modo scelto il nome e il logo dell’azienda, Dreamart, in grado di comunicare a tutti il nostro scopo, ovvero quello di produrre articoli tramite un lavoro di manifattura attento e raffinato, al fine di creare una tavoletta versatile in resina raffigurante i profili dei luoghi caratteristici dei nostri dintorni marchigiani.
Proprio con quest’idea di valorizzazione dei territori e del turismo ci siamo presentati alla competizione JA, trionfanti ed orgogliosi di poter presentare dei prodotti finali, ottenuti grazie ad un ottimo lavoro a distanza imposto dall’emergenza sanitaria Covid-19. Confrontandoci con i coach del progetto eravamo consapevoli di quanto il concept del nostro prodotto fosse ben diverso da quelli delle altre aziende in concorso, quasi tutte a che fare con innovazioni tecnologiche e applicazioni per devices, nonostante ciò, io, amministratore delegato insieme agli altri quattro membri dell’azienda che hanno participato al colloquio con i giudici, abbiamo spiegato il nostro concetto di prodotto in maniera perfetta ed esaustiva, chiarendo i motivi per i quali avevamo prediletto la tradizione per rivalutare il territorio e l’economia locale. I giudici sono rimasti colpiti e soddisfatti, e pur riconoscendo che sarebbe stato difficile vincere in una competizione basata sull’innovazione tecnologica, ci hanno fatto i complimenti per tutto il lavoro svolto, per avere presentato dei veri prodotti, e non solo prototipi o bozze disegnate, incitandoci a continuare per la nostra strada.
Non avremmo vinto ma l’esperienza fatta è vincente, perché ci prepara come studenti a un mondo nuovo che spesso la scuola non affronta, quello del lavoro. Occorre infatti imparare a convivere con le problematiche, riconoscerle subito e agire per trovare delle soluzioni; è questa la mentalità dinamica che si deve avere, la mentalità richiesta per lavorare in un’azienda, la capacità di lavorare in un team e di coordinarlo in maniera funzionale, per non parlare dell’aspetto comunicativo… tutti elementi che ogni studente, con il progetto JA, ha potuto esaminare, costituendo così una fondamentale esperienza da custodire come tesoro per le nostre avventure future.

Arianna Lenci, classe 3AHC

Report Annuale DreamArt JA

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