L’alternanza scuola-lavoro è un programma di educazione imprenditoriale nella scuola superiore
che in quattordici anni ha coinvolto sessanta mila studenti italiani e oltre trecentodieci mila studenti
ogni anno in tutta Europa. E’ rivolto agli studenti tra i sedici e i diciannove anni dell’ultimo triennio
delle scuole di tutta Italia, può essere personalizzato nella durata e nei contenuti e adottato da tutte
le tipologie di istituti superiori: licei, istituti tecnici e professionali. Le scuole possono aderire con
uno o più classi e possono dar vita a uno o più team imprenditoriali, con un numero di studenti tra i
sette e i trenta. Ogni classe è coordinata da un docente interno dell’istituto. Le centoventi ore
durante le quali il programma si sviluppa, prevedono almeno il 50% di attività pratiche a diretto
contatto con professionisti, aziende istituzioni e altre realtà economiche locali, nazionali o
internazionali. Nel nostro istituto il progetto ha previsto l’alternarsi di ex imprenditori o
professionisti che dapprima ci anno spiegato cos’è un’azienda nella sua interezza, da come nasce a
come è organizzata, il processo produttivo, la logistica, il magazzino e via dicendo. Ci hanno
proposto di organizzarci come una vera realtà aziendale, dotandoci di un leader (manager) e di ruoli
operativi, documenti e regole, con il fine di sviluppare concretamente un’idea imprenditoriale (un
prodotto, un servizio) e lanciarla sul mercato. Nel caso specifico, con il mio gruppo composto da
sei persone più un leader, ci siamo occupati di costruire una penna, pensando dapprima ai materiali
e ai singoli componenti, calcolando poi il tempo di assemblaggio. Quindi gli abbiamo dato un nome
al prodotto, in seguito pensato al suo confezionamento e infine al suo lancio sul mercato. In
definitiva dall’idea al prodotto finito. Il progetto continuerà con attività pratiche all’interno di
aziende o studi professionali, a partire dal mese di giugno, per circa un mese. In questo periodo, i
docenti stanno contattando le aziende, per verificare la loro disponibilità ad accogliere i ragazzi.
Parlando a nome di tutto il gruppo, reputo questa esperienza molto utile e costruttiva, per
comprendere meglio il mondo del lavoro, l’inserimento professionale e l’intero contesto del reparto
produttivo. Inoltre, il team working, oltre a rafforzare le nostre competenze, ci ha permesso di
sviluppare un mix di abilità trasversali, come l’assunzione di responsabilità, lo spirito di iniziativa,
la perseveranza, la creatività, l’intraprendenza e la fiducia in noi stessi. Se posso esprimere la mia
opinione strettamente personale, credo che il progetto sia molto valido ed interessante, anche se
alcune cose dovrebbero essere affinate: noi giovani dovremmo prestare più attenzione verso le
tematiche chi viene ad insegnarci e, oltre che essere ancora più rispettosi, mostrarci ance più
interessati, perché tutto questo è fatto per il nostro bene, presente e futuro. D’altro canto, diciamo, a
nostro favore, che gli insegnanti a volte si dovrebbero rendere conto che in fondo siamo ragazzi e
che loro dovrebbero trovare modi trasversali, per interessarci, coinvolgerci maggiormente e per
renderci più partecipi.

Manuel Marà III Chim

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